PALAZZO BETTA-GRILLO
note storico artistiche di Andrea Frisinghelli

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Foto di Fabio Furlini

Nel 1728 il palazzo, fatto costruire dalla comunità della Regola di Lizzana, fu acquistato dalla famiglia Betta. Al momento del passaggio di proprietà, l’edificio era ancora incompleto e fu terminato solo nel 1730.

08 Salone dell'Orlando Furioso - Lato sud Palazzo-Betta-Grillo-Rovereto-Frisinghelli.jpg

Il piano nobile

 

Il piano nobile di palazzo Betta-Grillo risulta estremamente rappresentativo della raffinatezza e del lusso che si erano diffusi nelle abitazioni patrizie di Rovereto nel corso del Settecento. I cicli pittorici testimoniano inoltre l’amore per l’arte e l’elevato livello culturale della committenza, elementi chiave di un periodo contraddistinto da una grande vivacità intellettuale.

Sala del Trionfo della Gisutizia e della Pace Palazzo-Betta-Grillo-Rovereto-Frisinghelli.j

Il ciclo pittorico di Gasparantonio Baroni Cavalcabò

Palazzo Betta-Grillo custodisce al suo interno un importante ciclo pittorico composto da sette tele di grande formato raffiguranti episodi della vita di Mosè.  L’autore dei quadri è Gasparantonio Baroni Cavalcabò, uno dei più importanti artisti lagarini del XVIII secolo, che in questo caso lavorò in collaborazione con il più anziano cugino Giovanni, anch’egli pittore.

09 - Giovanni di Dio Galvagni - Lotta tra Orlando e Rodomonte Palazzo-Betta-Grillo-Roveret

Il salone del piano nobile

Estremamente interessante è anche il salone del piano nobile del palazzo che costituisce un unicum nell’architettura della Vallagarina tra il XVIII ed il XIX secolo. Questo spazio di rappresentanza è caratterizzato da una cupola ellittica a lacunari dipinta sul soffitto con effetto illusionistico e da due diaframmi, realizzati mediante vere colonne di marmo rosa, che suddividono lo spazio interno in tre ambiti distinti. Alle pareti si può ammirare un ciclo pittorico che raffigura scene tratte dall’Orlando Furioso. Tali dipinti furono realizzati sul finire del Settecento da Giovanni di Dio Galvagni, artista originario di Isera.

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Il mobilio e gli ornamenti delle stanze hanno subito danni abbastanza limitati durante le devastazioni ed i saccheggi della Grande guerra; fatto raro in una città che uscì prostrata dagli eventi bellici. L’edificio si è poi salvato dai bombardamenti effettuati durante il secondo conflitto mondiale e, grazie ad una manutenzione leggera e costante, dal degrado dovuto al trascorrere degli anni.

 

Il giardino storico conserva intatto l’assetto di fine Ottocento ed offre un ampio campionario delle specie botaniche ornamentali diffuse in quell’epoca.

 

Palazzo Betta-Grillo è anche la casa natale di Lionello Fiumi (1894-1973) poeta, critico, saggista e narratore di caratura internazionale.

 

Nel 1899 l’edificio fu acquistato dalla famiglia Grillo.

 

Ora il palazzo è di proprietà comunale, in quanto l’ultima discendente della famiglia, la professoressa Maria Angelica Grillo, lo ha donato alla città di Rovereto nel settembre 2017.

Foto di Andrea Frisinghelli

Il Palazzo è aperto ogni primo e terzo sabato del mese grazie all'impegno dei volontari Touring Club Italiano, del Comune di Rovereto e dell'Associazione Quercus.